5 aprile 2026 Pasqua di Resurrezione
Gn 1,1-2,2; Rm 6,3-11;Mt 28,1-10
E' VIVO!!
Le donne che si recano al sepolcro portando i profumi per onorare il corpo di Gesù nel sepolcro non avevano certo illusioni particolari: cospargere di profumi un defunto non ha certo utilità particolari per il defunto!
E’ tuttavia un atto prezioso per esprimere vicinanza, affetto e venerazione, anche se tali sentimenti sono ormai, nello stesso momento, del tutto impotenti. Fino a quando Gesù era vivo esprimere amore e riconoscenza intensificava la relazione, ed avvicinava i cuori, ma ora che Gesù era morto, e quel tempo finito, restava in bocca l’amaro sapore dell’impotenza.
Tuttavia a delusione doveva aggiungersi altra delusione ed amarezza perché arrivate al sepolcro trovano la pietra, benché molto grande, rotolata ed il corpo di Gesù scomparso. Davvero a delusione si aggiunge delusione, ad amarezza altra amarezza! Tuttavia non hanno nemmeno il tempo di lamentarsi o piangere che due personaggi misteriosi e sfolgoranti si appressano a loro con un annuncio enigmatico, difficile, ma colmo di luce e di consolazione quasi eccessiva, con tante parole strane: Perché piangete? Perché cercate tra i morti chi è vivo? Non ricordate come vi aveva parlato in Galilea? Non è qui, è Risorto!
Queste donne sono le prime ad essere poste di fronte all’annuncio della Risurrezione, il loro amore, il loro desiderio ha meritato loro questo posto particolare. Tuttavia da quel momento questo annuncio così speciale e consolante non cessa di risuonare nel mondo. Soprattutto è un annuncio che non cessa di cambiare la tristezza in gioia, la desolazione in fiducia, la morte in una vita tutta nuova, ed impensata…
Guai a scambiarlo come un semplice annuncio o una semplice notizia! In realtà si tratta piuttosto di qualcosa di diverso, si tratta infatti di un invito a situarsi in un atteggiamento interiore diverso: “Perché cercate tra i morti chi è vivo?”. E' questa la chiave, essa costituisce infatti l’invito a riconoscere come le loro preoccupazioni non fossero orientate in modo corretto. Infatti cercavano tra i morti Colui che è vivo! In altri termini volevano rendere le onoranze funebri ad un vivente!
La conversione stava nel fatto di prendere consapevolezza come si fossero fermate alla morte come evento finale e punto conclusivo, ma Gesù aveva annunciato e predicato diversamente durante tutto il suo ministero! Egli infatti aveva annunciato con chiarezza come la morte non sarebbe stata per Lui il momento finale, ma solo un momento di passaggio, indispensabile per entrare in una vita interamente nuova.
La chiave della fede è quella d’imparare ad avere più fiducia nella Parola di Gesù piuttosto che negli avvenimenti umani, anche apparentemente definitivi, perché l’opera creatrice di Dio è imprevedibile e sa dilatare i confini dell’esistere in modo imprevedibile.
L’annuncio pasquale allora, nella sua sostanza più intima, non è altro che un appello a convertirci ad una fede nuova e più viva. Diciamo la verità noi abitualmente ci lasciamo bloccare da tanti eventi che ci paiono definitivi e senza speranza e, anziché cercare nella Parola di Dio, nella luce di Cristo, e nel dono dello Spirito, nuovi orizzonti e nuove possibilità di vita e di amore, ci lasciamo piuttosto cadere le braccia e paralizzare dalle difficoltà e dagli impasse pure reali che viviamo.
Ecco allora l’invito prezioso da tesaurizzare stabilmente nel cuore: “Carissimo, carissima fedele, perché cerchi tra i morti chi è vivo? Perché ti lasci paralizzare, scoraggiare, e bloccare da tanti eventi negativi, fallimentari e drammatici? Cerca nella Parola di Dio, nella luce di Cristo, nella forza dello Spirito la possibilità di guardare ancora oltre e di aprire o riaprire la tua vita all’opera creatrice di Dio!”.
Concludendo potremmo chiederci se, nella nostra ricerca di Gesù non siamo anche noi tante, forse troppe volte, tentati di cercarlo e trovarlo solo in quelle tombe di ansie, problemi, difficoltà, conflitti, in cui noi stessi siamo finiti rinchiusi…
Mi riferisco alla tomba di tante nostre abitudini irrigidite, di tanti progetti o speranze solo umane o limitate… Se cerchiamo lì Gesù sicuramente non saremo in grado di trovarlo, perché occorre imparare a cercarLo lì dove Egli è Vivente. Intendo cioè dove nella luce della Sua Santa Parola, e nel calore del Suo Santo Spirito, Egli rinnova il nostro cuore, la nostra fiducia, la nostra capacità di amare, sperare e credere in modo nuovo.
Carissimi, questa notte, tornando nelle nostre case rinnoviamo la nostra fede in Gesù vivente, perché possiamo permettergli di rinnovare il respiro della nostra vita. Che Lui, Risorto, ci liberi da quel sepolcro di paure e pessimismi e ci comunichi con sempre maggiore ricchezza la sua vita nuova! Buona Pasqua a tutti voi carissimi!

